09 Agosto 2007

...

pinw bafus k pezw pro!
 
31 Luglio 2007

Kostantinos Kavafis_ finestre

Le finestre 

 

In queste tenebrose camere, dove vivo 

giorni grevi, di qua di là m'aggiro 

per trovare finestre (sarà 

scampo se una finestra s'apre). Ma 

finestre non si trovano, o non so 

trovarle. Meglio non trovarle forse. 

Forse sarà la luce altra tortura. 

Chi sa che cose nuove mostrerà. 

 

 
07 Febbraio 2007

voglio voglio voglio

amo sentire
odio sentire 
voglio voglio voglio 
una pelle
di plastica,
Marlene Dietrich
e gli occhi di Ian Curtis.

voglio un amore romantico
e buttarlo nel cesso
con il solito sonno
con il solito volto
voglio uno schianto
un turbamento
violento
una lingua diversa.
voglio perdere
me stessae sbalordirmi di trovarmi ancora
stancamente, inesorabilmente attaccata addosso.
 
21 Dicembre 2006

xyz

da capo. lacerante strazio.
ed ecco che esci
dalle nuvole della mia mente.
come fai sempre. da sempre.

ti odio.
per come non sei
con me
come non sei
mai stato.per com'eravamo così
piccoli.

per le tue dita sottili e
i tuoi maglioni
uguali ai miei.
per i tuoi occhi
diversi ora. sempre lontani.


per le notti d'estate
e un pensiero non detto.

perchè quando brucio
riemergi, ancora
dalle mie nuvole.
 
12 Novembre 2006

per MARCO. che mi manca. che mi aveva fatto credere nell'immortale dualità. che ora mi ha strappato quest'illusione.

 "Allora di colpo si accorse con stupore di non essere infelice.
La sua presenza fisica era molto meno importante di quanto immaginasse.
Importante era l'impronta dorata che lui aveva lasciato nella sua vita
e della quale nessuno poteva privarla."

MILAN KUNDERA, "L'insostenibile Leggerezza dell'Essere"
 
07 Novembre 2006

le 120 giornate di

HO visto LE 120 GIORNATE DI SODOMA.
Non ho mai amato in maniera particolare Pasolini, mi è sempre sembrato decisamente troppo crudo e ripetitivo nello sbattere sempre, continuamente in modo così provocatorio la sua identità sessuale davanti agli occhi di un pubblico, e allo stesso tempo così provinciale, così legato, intriso, incrostato alla sua terra, che poi, se proprio vogliamo dirla tutta, è anche la mia. ma è proprio il viverla in modo così "popolare" (senza che questo aggettivo venga interpretato come una sorta di giudizio "dall'alto", anche perchè, che pasolini piaccia oppure no, rimane comunque un personaggio di peso tale che "dall'alto" commensurato a lui non vuol dire prioprio nulla!), quest'uso del dialetto, questa propaganda innamorata di una terra così retrograda, così tribale quasi, dove la percezione che possa essere concepibile da mente umana l'idea della così chiamata "Devolution", l'idea di "Seccessione" sono immediatamente concrete. dove è così difficile fare attechire un seme di quella Differenza che fa l'artista, che fa l'intellettuale, dove, insomma, la ricerca delle Origini porta a qualcosa di così ottusamente lontano da me (non nel senso che che lo sia per il mio personale acume che me ne fa prendere le distanze, ma perchè io abbia voluto prendermele, nel vedere in questa concezione del vivere la quintessenza dell'ottusità), che mi è sempre stato impossibile reggere un'intellettualizzazione , un amore celebrale e affettivo (ma da intellettuale!) di queste origini. mi è sempre parso, insomma, che con le sue parole egli mi trascinasse per i piedi, con tutte le forze, verso qualcosa da cui io volevo scappare, prendere le distanze il più possibile. dimenticare.
anche una volta giunto e "integrato" a Roma, Pasolini mi ha sempre lasciato, attraverso i suoi romanzi e i suoi film, uno strascico di provincialismo convulso e impiastricciato di un'omosessualità che ne desse un po' di tono. un'omosessualità e un provincialismo che sgorgano dappertutto. intendiamoci, non ho proprio nulla contro l'omosessualità, anzi!l'idea di poter avere dei pregiudizi (o dei post-giudizi) in merito non mi ha mai sfiorato il cervello, ma, è così pesantemente sempre davanti agli occhi, sempre così palesemente ostentata e,a ben guardare, pasolini non da, non sa dare identità alle donne delle sue produzioni. si può ben dire che quasi non ce ne siano, e anche la Medea, presa in considerazione nel suo essere personaggio tragico, non in quanto Donna-personaggio tragico. ovviamente questa mia avversione è dovuta al mio essere donna e contestatrice di un sistema di valori, quelli "Friulani",che vedevo invece così elogiati da Pasolini.
poi ho visto LE 120 GIORNATE DI SODOMA.
e ho pianto.
ho pianto d'odio per la verità di ciò che vedevo. perchè le allegorie così crude, così brutali sono quanto di più vero sta dietro la maschera di ciò che abbiamo intorno.
è tutto così sporco, così violento intorno a me. è tutto quanto riesco a vedere, tutto quanto riesco a capire.
per una volta mi ritrovo a credere alla preveggenza di certi messaggi..di certi discorsi.
e ricordo le parole di Qualcuno che, per farmi appassionare a Dante mi ha suggerito, un giorno, di leggerlo in chiave moderna. (in realtà è bastato solo aspettare un misero quanto infelice anno, che la stupida ragazzina menefreghista pseudopunk di 16anni che ero morisse, ora lo posso citare a memoria, per molti suoi passi)
ecco l'inferno di dante in chiave moderna. peccato accorgersene solo 30anni dopo....l
 
01 Novembre 2006

dopo una giornata di studio..

mi perdonerà il mio amato professore, l'incontro fulcro della mia giovinezza (e non senza riminescenze ineludibili nell'attuale presenter ed in quello che verrà), colui il quale è tutto quanto cercherei da un uomo, da un amico, da un nonno (da un padre no, perchè il mio va bene così), il ricordo del quale mi scalda il cuore e la mente "sulle sudate carte", se affermo qua, ora, con una nota di soddisfazione un pò assonnata che ho da poco scoperto che il corso monografico su cui, da febbraio, vertiranno le mie lezioni di Storia Della Lingua Italiana sarà su ALBERTO MORAVIA!che lui odia, e che invece provoca nel mio corpicino un brivido di puro piacere ed un incondizionato gorgoglio di ammirazione.
posso dire per riguadagnare quei 100, 125 punti che ho perso agli occhi del mio adorato in questo momento, che mi sto appassionando come non credevo possibile alla letteratura francese medievale, e che spero questa divenga presto un nostro argomento di conversazione..
 
26 Ottobre 2006

pensieri..

vita nuova. e forse dovrei tagliarmi i capelli.
forse dovrei marchiarmi a fuoco questo cambiamento. ma c'è realmente?
sento il vuoto intorno a me che scivola come denso e vischioso. mi si attacca addosso.
vedo occhi, incrocio facce. ma cosa cambia? lo spazio intorno?
non vedo e non sento. e non c'è novità. in me.
mi sento come un maratoneta che, al termine di una lunga corsa, entra in un museo. affascinato,rimane affascinato..gli occhi però, il corpo non riescono a reggere tutto ciò che ha dinnanzi, ma non crolla, tal'è la sua fascinazione.. fluttua con la testa pesante, le gambe strette nella morsa del dolore. tutto quello che ha intorno, da cui pur si sente attratto, scivola via silente, lasciandolo quasi in sospeso. in bilico sul nulla. in bilico sul sè.
credo ci sia un nesso col fatto che quando mi fotografano mi irrigidisco.
sto male, mi sento invasa, scoperta. il mio nulla protettivotrapassato da lame neppure molto sottili. infranto.
vorrei essere bella. so che a diciannove anni la vanità è qualcosa che, da una persona ragionevole e culturalmente valida quale miro ad essere, va intellettualizzata e superata bonariamente con irridente sarcasmo. so altresì come sia basilare nel passaggio all'età adulta l'accettazione di sè come complesso fisico-metacorporale-intellettuale (corpo, immagine di sè o personalità, e mente), come un tutt'uno. e di conseguenza, va da se naturalmente che si autoeliminino eccessi o scadenze di invadenza caratteriale tipiche adolescenziali, cosa che a ben guardare mi pare sia avvenuta, in effetti.... ma per quanto riguarda l'accettazione... non riesco.
è estremamente complicato ammettere questa banalità, per me...io, la fine intellettualoide!!
vorrei essere bella. e basta.
bella, di quelle bellezze eteree e oggettive, distaccate e lontane come affreschi cinquecenteschi.
non per essere oggetto di oscuri desideri, ma per non sentirmi così mancante.
è assurdo, no?? io, l'esteta, proprio non riesco a vedere il bello in ciò che mi è più vicino.
il mio disagio nello stare tra la gente nasce dalla percezione della mia incompletezza, di inadeguatezza...un'inettitudine (inapta>non adatta) sorniona e sbeffeggiante, forse non sono neppure davvero intelligente come qualcuno vuole farmi credere, solo un'insicura disadattata sociale che vive in-sè e per-sè per evitare il confronto con "l'altro".
ecco....forse basterebbe essere solo un pò più leggera...
UN Pò DI FRIVOLEZZA, Per Dio!!!!!!!!
 
21 Agosto 2006

La Ballata Dell'Amore Cieco -Fabrizio De Andrè

 Un uomo onesto, un uomo probo
tralalalallatralallalero
s'innamorò perdutamente
d'una che non lo amava niente.
Gli disse "Portami domani"
tralalalallatralallalero
gli disse "portami domani
il cuore di tua madre
per i miei cani".
Lui dalla madre andò e l'uccise
tralalalallatralallalero
dal petto il cuore le strappò
e dal suo amore ritornò.
Non era il cuore non era il cuore
tralalalallatralallalero
non le bastava quell'orrore
voleva un'altra prova
del suo cieco amore.
Gli disse "Amor, se mi vuoi bene"
tralalalallatralallalero
gli disse "Amor se mi vuoi bene
tagliati dei polsi le quattro vene".
le vene ai polsi lui si tagliò
tralalalallatralallalero
e come il sangue ne sgorgò
correndo come un pazzo da lei tornò.
Gli disse lei ridendo forte
tralalalallatralallalero
gli disse lei ridendo forte
"L'ultima tua prova sarà la morte".
E mentre il sangue lento usciva
e ormai cambiava il suo colore
la vanità fredda gioiva
un uomo s'era ucciso per il suo amore.
Fuori soffiava dolce il vento
tralalalallatralallalero
ma lei fu presa da sgomento
quando lo vide morir contento.
Morir contento e innamorato
quando a lei niente era restato
non il suo amore, non il suo bene
ma solo il sangue secco delle sue vene.
 
19 Giugno 2006

bande à part

 Noi
Parole e sguardi lunghe estati, lunghe anni.
Noi senza bisogno di parlare
nel silenzio consueto di un abbraccio metafisico.
Come schiene bruciate al sole
Che si cercano per trovare frescura.

Piccoli atomi indivisibili
In un estate che per me fu tutto
Chissà se lo sapevi..
Piccoli atomi indivisibili di una vita
Come un film
Come prenderci per mano
E correre
Noi, come un film
Vedere il louvre in nove minuti e quarantatre secondi..
Non l’abbiamo mai visto
Eppure eravamo noi.
Per sempre noi
Come un film.
Ricordi? –l’avevi promesso.
Parole.
Come in un film
Quando la pellicola finisce
E ti rimane la polvere addosso
Dolce e indelebile
Di un vecchio cinema d’essay
 
13 Maggio 2006

"..get lost and then get found
and you'll come back to me
...
you belong to me
not swallow in the sea.."
 
30 Aprile 2006

Le temps Modernes

ti ho visto quel pomeriggio, e nulla in te era mutato. quella solita esistenza chiara, a cui amavo stringermi, unica luce nella mia ombra avvolgente. ti ho visto, ma i miei occhi non hanno cercato quella che per me un tempo era verde salvezza. non vedo più. ho perso il limite, il bordo che mi sorreggeva un tempo dal baratro di me stessa. eri tu.
il mondo degli umanisti e degli sporcaccioni mi è lontano...vi tendo le braccia in vano,nella speranza fallace di darmi un pò di tregua. tregua, da questo risucchio verso il fondo, questo gorgo al quale non riesco, non so, opporre resistenza. vorrei poter dire che c'è qualcosa che mi rende serena, o qualcosa che mi uccide a questo mondo, in questa vita, qualche emozione edificante o distruttiva, invece solo l'indifferenza mi tiene, o mi affonda, che in definitiva è lo stesso. qualche emozione, per dio! invece no. e l'ultima l'hai distrutta tu. eri davvero diverso da Loro, diverso da "gli altri", diverso dai corpi?
non lo so più. lo sguardo si è rotto.
non mi conosci. non mi conosco.
 
23 Febbraio 2006

FEBBRE (e non per derubare il povero Wallace del suo titolo)

Serata, a cui non riesco a trovare un senso.
l'ora mi si confonde, con le parole, nella mente.
febbre che sale; luce irreale che brucia.
rombo di immagini, compresso sulle tempie. dovevo andare al cinema,ma non lo farò. Vorrei solo dormire, e invece riesco solo a ruminare pensieri:
io mente io corpo io etere io ossa e pelle e corse io schifo io dita che si contorcono nervose, io unghie,polsi e vene. io baci lontani. e prima,molto prima..io corpo.corpocorpocorpo. saliva e carne, su di me dentro me. sangue e odio, e nausea. dolore imperfetto. incompiuto. dolore totale. coito interrotto.
dopo,molto dopo..baci lontani, e abbracci che stringono inconsistenti.
io nausea. silenzio bianco. e nulla. solido nulla.
 
16 Febbraio 2006

BARICCO

amo baricco perchè scorgo in lui un magnetismo, un fascino per il nulla.
scrive il nulla, e gli da corpo...senza alterarlo, lasciandogli la sua essenza.
le sue storie, leggere e imprevedibili...bolle di sapone,come tali lasciano un'alone evidente. nella mente. una traccia. un segno incancellabile.
amo baricco,
perchè amo il nulla.
perchè sono riuscita a vedere le ninfee.
 
14 Gennaio 2006

giochino mandatomi da "Malakiann"

Regolamento
- Il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo "cinque tue strane abitudini", e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare e linkare (nn so che cazzo vuol dire ma il mess era questo e l'ho copiaincollato) il loro blog o web journal. non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice "sei stato scelto" (se accettano commenti) e ditegli di leggere il vostro:

1) ho l'abitudine di non sapere chi sono e cosa faccio. tuttavia sento di essere, e quest'imposizione a volte mi irrita.
2)perdermi dentro le parole..dentro le frasi che prendono forma nella mia testa. di essere tutta testa, e poco cuore.
3)ho l'abitudine di star sola, e questo mi rende insopportabile e saccente..decisamente inadeguata ai rapporti sociali, mi dicono. ipercritica e poco disponibile.
e forse è meglio così.
4)ho l'abitudine di farmi delle aspettative su di me e su chi mi sta intorno che raramnte corrispondono al vero..tant'è che che ne rimango delusa. forse più delusa più da me stessa e dall'essermi creata delle fantasie esagerate, che dagli oggetti di queste.
5) ho l'abitudine di non innamorarmi più.
di non sentire proprio più nulla.


ora tocca a...
- http://punkrockloser.giovani.it/

- http://dentrolasimbiosi.giovani.it/

- http://ominaaaaaaaa.giovani.it/

- http://elelestorietese.giovani.it/

- http://thoughthadwings.giovani.it/
 
avanti >

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